DANCELIFE BOOK

DANCELIFE IS:


Adesso che sono grande pensare agli inizi degli anni 90 è quasi strano...era tutto diverso, soprattutto il mondo che ti circondava.....

Noi veniamo dal periodo in cui si ballava sui cubi perché ci si divertiva e non perché si era pagati, e i pr erano strani individui che invitavano i loro amici da tutta Italia a unirsi a loro. Le feste e i locali avevano nomi strani: Bresaola, Colazione da Tiffany, Exogroove, Club dei 99, Insomnia, Folies de Pigalle, Imperiale, Ultimo Impero, Ethos Mama, Le Plaisir e Red Zone.

Tutto era spontaneo, l'unica necessità era sublimare il divertimento con la ricercatezza. Noi avevamo il colore dei capelli sempre abbinato a quello della maglia e la carta stagnola che sorreggeva strani aculei appuntiti che dalla testa arrivavano fino in cielo. Il dress-code era tutto: strano, di tendenza, sofisticato, ricercato, alieno e futuristico, ma sempre in linea con quello che erano i dettami della moda attuale. Codici sublimali che sancivano e delimitavano il nostro territorio di ballo.

La strana fauna o "i fulminati" ci chiamavano ma altro non eravamo che alcuni dei tanti individui di quella specie di borghesia notturna che animava e frequentava i clubbing più di tendenza: Cocoricò, Il Muretto, Il Pascià, Paradiso, Ibiza, guest list, cubiste, pr, droghe, priveè, liste ecc..

Passavamo le settimane ad aspettare che arrivasse il sabato ed a parlare del sabato passato...poi finalmente, dopo il martedì, il giovedì e il venerdì in giro per locali della nostra città...arrivava il momento: ci ritrovavamo al bar, e poi si partiva: km su km su quella Peugeot 106 con la spia della benzina sempre in rosso. Sembrava più un priveè ambulante che un'autovettura. Bottiglie, cartine, tapes, accendini e sigarette erano sempre in vista e pronte all'uso. Ricordo che guidavo con le ginocchia perchè con una mano rollavo una canna e con l'altra, facevo ascoltare, avanti e indietro tutti i pezzi memorabili del Jaiss, Duplè, Exogroove e chi più ne ha più ne metta. Le C60 di Ralf al Cocoricò e MBG al Kinki erano le nostre preferite.

"Du Botte e via" era il segnale che sanciva la partenza. Lo stereo a palla e le mani fuori dal finestrino che si muovevano al ritmo della musica e sulla scia del vento. Si andava da Roma a Riccione, Perugia, Bologna, Arezzo, Pisa, Pescara fino a Torino, Brescia e Reggio Emilia, le soste in autogrill, Feronia est, Badia al Pino est, Bisenzio est, Cantagallo ovest, Rubicone ovest, Bettolle, Magra Est e via dicendo a seminare le riduzioni, a intrecciare storie e a pippare nei bagni, che più erano belli e puliti e più li ricordavamo come sosta per il viaggio successivo.

Poi i posti di blocco al casello di Aulla, a Orte, a Casa del Diavolo, a Riccione, ogni volta una storia diversa, finchè non ti facevi amiche le guardie e tutto si superava. Ricordo le interminabili code di auto che spesso seguivamo perchè a capo c'era sicuramente uno che conosceva una festa giusta. Poi la fila di macchine e dei pulman con il volume a palla nei parcheggi, le file e il tanto freddo che dalla macchina fino a dentro ti avvolgeva (per risparmiare il guardaroba), e poi iniziava la storia!!....Franchino, Francesconi, Mad Bob, La Liz, e tanti altri che suonavano la carica; senza neanche che te ne accorgessi....2 pacchetti di sigarette e si accendevano le luci...come? già finito? il tempo volava via inesorabile e di nuovo in macchina, canne a tutto spiano e il fumo che, oltre a oscurare i finestrini, accompagnava le solite cortissime cassette C60 di Ralf, Ricky le Roy, Montanari e Flavio Vecchi.

Poi ancora posti di blocco, ma tanto li conoscevamo tutti oramai, il rito della sosta in autogrill per un thè e qualche canna, due battute con i grandi amici di una notte su come ha suonato quel deejay, su cosa ha messo, su quale tipa eri riuscito a mettere le mani e via dicendo. A noi piaceva chiacchierare in quello stato, tra trentacinque sigarette a testa e discorsi che nemmeno gli schizofrenici riuscivano a capire mentre le persone normali, appena sveglie, ci guardavano con aria frastornata, e il solito dubbio amletico di chi incontri la domenica mattina, gli si stampava in testa: "ma questi si sono svegliati ora, oppure ancora non sono andati a dormire?"

Con la sostanza ancora in circolo niente e nessuno ci poteva fermare. Un altra "pasta" (per il viaggio dicevamo) e di nuovo in auto per l'afterino impazzito oppure per quello tranquillo, tanto era sempre vicino, c'era scritto sul flyers. L'ultima ipotesi, (mai presa in considerazione a dire il vero), era il letto a guardare il soffitto...a contare le pecore ma più delle volte a fare la fettina panata (come si diceva in gergo).....davanti una nuova settimana d'attesa. Chi si estraniava dalla lotta, (nel senso che rinunciava), era un gran fijo de na.........era il nostro motto!!!

Chi entrava per la prima volta in uno di qui templi e ascoltava quella musica: house, techno o progressive non faceva differenza, si sentiva quasi sconvolto. I dischi ti rimanevano impressi come il primo bacio e la fantasia diventava parte della realtà. Si fluttuava come nello spazio, mentre i pensieri sono nitidi e le idee vanno a mille. E' chimica, una reazione a catena tra amicizia, musica e divertimento. La sensazione d'amore ti invade e pervade il nostro mondo, siamo in orbita, tutti uniti e tutti fratelli. Siamo in sintonia con l'universo e con chiunque, siamo nel paese delle meraviglie ognuno con il suo viaggio, ognuno diverso, come diceva qualcuno.

Non c'era internet e non c'erano i cellulari...quindi, quando chiudevano (spesso) qualche locale o ti avvertiva il Pr di turno tuo amico, (ovviamente), chiamandoti magari a casa o chiamando direttamente al numero del bar dove facevi comitiva oppure lo scoprivi davanti all'ingresso...vabbè...proprio un altro mondo.

Quando arrivavano i primi caldi, di solito verso Aprile e sapevi che della stagione in corso era rimasto ormai davvero poco, allora Ibiza diventata il chiodo fisso, i suoi locali, la sua gente e quelle feste. Berlino ancora non era famosa........ma anche questo è un altro mondo.

Oggi i pochi top deejay rimasti suonano ancora e ovunque nel mondo, Ibiza è sempre lì a due passi, la Riviera pure e seppur profondamente cambiate i pr proliferano come funghi, le ballerine straniere fanno tutte le escort, i pochi locali ancora in attività continuano ad avere clienti borghesi, pusher e prostitute di lusso e la gente normale paga il biglietto, si fa mettere in lista, scatta selfie a ripetizione, affolla e si indebita nei priveè, compra ancora droga e ascolta ancora musica. Tanti di quelli che appartengono alla mia stessa tribù continuano a ballare, ad assumere droghe, molti mi invitano ancora alle loro feste, adesso come allora. Io declino e passo, oggi vivo celebrando qualcosa che per me è stato bellissimo ma adesso, che ho tutti questi anni, (superato i quaranta) sento che ho ancora nostalgia di quello che ho vissuto a venti e forse, probabilmente, di sicuro ne avrò anche a sessanta.

Ed ecco che allora come oggi e forse come anche domani mi basterà mettere su una "cassettina" di quelle serate e la "pezza" risalirà, il sorriso si stamperà nuovamente sul mio volto e i flash della memoria riaffioreranno indelebili come stropicciate fotografie in bianco e nero.

La DANCELIFE personale di ognuno di noi non si può raccontare... o l'hai vissuta oppure non la si può neanche immaginare....

Ho visto cose che voi non clubbers nemmeno immaginate. Ho visto sconosciuti abbracciarsi come fratelli. Ho visto le inibizioni svanire in un sorriso. Ho visto l'alba due volte nello stesso giorno. Ho visto carovane capaci di arrivare ovunque. Ho visto razze diverse parlare la stessa lingua. Ho visto amare una cassa come una persona. Ho visto anche quello che non c'era. Ma tutto quello che ho visto non è nulla in confronto a quello che ho sentito.  

tratto da: DANCELIFE club mix

Ci sono sensazioni che non puoi spiegare. Perchè non esistono parole per descriverle. E se non le vivi non potrai mai comprenderle. A volte durano il tempo di un attimo ma ti rimangono dentro una vita. E basta riascoltare quel disco, sentire quella cassa nello stomaco che un brivido ti percorre tutta la schiena e ti arriva dritto al cervello. In quei momenti chiudi gli occhi e balli....In un attimo dimentichi i problemi e il male della vita........

tratto da: DANCELIFE club mix

Il nostro stato emotivo è l'ecstasi... La nostra religione è la musica...Noi siamo un villaggio tribale, globale, di massa che non dipende dalla legge...Noi siamo un unità...Noi siamo stati plasmati dal suono..Continuiamo ad ammassare i nostri corpi nei clubs, nei depositi e negli edifici che voi avete abbandonato.... potete fermare un qualsiasi party, in una qualsiasi notte, in una qualsiasi città...ma non riuscirete a mai a spegnere il party intero... La musica non si fermerà mai....Il party non finirà mai....  

tratto da: DANCELIFE rave mix

thanks to: IndustrialStrange e Manifesto Raver


<<...Siamo li, cerchiamo con prepotenza di entrare dentro quel cerchio magico, ci guardiamo intorno....niente, non è ancora il momento....andiamo al bar e chiediamo una cosa da bere, la prendiamo, ma la distribuiamo alla gente che nemmeno conosciamo, in fondo siamo tutti li per lo stesso motivo: cercare un po' di empatia, e riempire per l'ennesima volta una delle tante situazioni vuote della nostra vita. Le luci, il fumo e quel synth messo al momento giusto aprono la gabbia dei bozzoli nella nostra pancia. Quel formicolio ci toglie il fiato, ma non importa, siamo una cosa sola, un'unica entità che sprigiona sensazioni "sensazionali." Sudiamo, dovremo bere acqua in continuazione, ma non lo facciamo, in fondo siamo supereroi e in quel momento niente e nessuno ci può' fermare. Siamo bellissimi e ogni essere umano ci guarda, siamo al centro dell'attenzione. E' appena iniziato il volo, potrebbe durare un'ora o tutta la notte, ma a noi non importa, siamo li per goderci il momento fino alla fine. I conati dello stomaco non ci spaventano, in fondo è solo la vidimazione del biglietto per il nostro viaggio, per la nostra parabola. E' tutto pronto, il nostro burattinaio è in forma stasera, viaggia sul nostro stesso binario, è pronto per catalizzare sui piatti ciò che noi abbiamo nel diaframma. Disco dopo disco la meta è vicina, nessuno ci può fermare, siamo lì apposta per celebrare il nostro rito. A destra e poi a sinistra, su e poi giù, è tutto perfetto, siamo riusciti ad entrare.....Quel cerchio è chiuso, chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Siamo tutti ingranaggi perfetti di una macchina che non esiste se non nel nostro inconscio. Siamo tutti protagonisti, almeno per quel momento e potremo arrivare fino alle stelle insieme. C'è un break con un tappeto, e la strobo è il semaforo che aspettiamo, siamo pronti per la massima velocità e tutto lascia presupporre che la raggiungeremo presto. Non importa se mi guardi o se ti guardo, in fondo un'occhiata vale più di mille parole. Le nostre mani sono come gesso su una lavagna che spesso dimentichiamo di avere, i bozzoli nello stomaco sono diventati farfalle e volano sempre più in alto, fino alla testa. Oramai siamo troppo lontani da terra; che bello, tutto così subliminale e colorato, speriamo che non finisca mai, che scemo che sono stato prima, avrei potuto iniziare, invece stavo lì bloccato da non so che cosa, adesso posso tutto, senza paranoie o inibizioni, adesso niente mi può fermare. E' tutto bellissimo, rimarrò per sempre in questo stato....ora silenzio, lasciatemi salire velocemente, cavalcando questo basso, rimbalzando su questa cassa. Possiamo alzarci ancora di quota, lo stiamo facendo in perfetta simbiosi, stiamo per arrivare a destinazione.....>>

Vorresti ordinare il libro?

Inviaci i tuoi dati e ti contatteremo il prima possibile.